Il mondo esterno segue il suo corso… Le emozioni sono nostre…
Forse non possiamo controllare ciò che accade nel mondo… e a volte non tutti sono in grado di controllare le proprie emozioni…
Chi riesce a dominare le proprie emozioni… il mondo continua a seguire il suo corso anche senza di noi…
Le emozioni sono una parte dell’energia… i pensieri sono una parte delle emozioni… la consapevolezza è una parte delle emozioni… le emozioni sono una parte dell’intelligenza… l’ignoranza è una parte delle emozioni… Le emozioni occupano quasi interamente il nostro essere…
Esse influenzano la nostra vita, i nostri pensieri, le nostre azioni, le nostre parole, il nostro spirito, la nostra intelligenza, il nostro ragionamento, le nostre decisioni, la nostra percezione e il nostro stato d’animo…
Sono una componente importante del nostro Destino.
Winston Man
La filosofia di «Le emozioni sono nostre»
Il mondo esterno continua a funzionare secondo le proprie leggi, in gran parte indipendentemente dai desideri di ogni singolo individuo. Non possiamo decidere tutto ciò che accadrà, né possiamo controllare completamente gli altri, le circostanze o gli eventi imprevisti. Tuttavia, quando il mondo passa attraverso la nostra percezione, genera emozioni. Ed è proprio da questo momento che il mondo esterno comincia a diventare il mondo interiore di ciascuno di noi.
Le emozioni non sono semplicemente gioia, tristezza, amore, odio o rabbia. Nello spirito di questa riflessione, il termine emozioni viene utilizzato in un senso più ampio: rappresenta un flusso di energia interiore connesso ai pensieri, agli stati d’animo, alla consapevolezza, alla percezione e al funzionamento dell’intelligenza umana.
Per questo motivo, le emozioni possono influenzare quasi ogni aspetto della nostra vita: il modo in cui pensiamo, ciò che diciamo, il modo in cui agiamo, come interpretiamo gli eventi e, infine, le scelte che compiamo.
Il punto più importante risiede nella differenza tra controllare il mondo e dominare noi stessi. Una persona non può costringere il mondo a funzionare secondo i propri desideri. Allo stesso modo, non sempre possiamo impedire che determinate emozioni emergano dentro di noi. Tuttavia, possiamo imparare gradualmente a riconoscerle, a comprenderne le origini e a evitare che si trasformino immediatamente in parole, azioni o decisioni.
In questo senso, controllare le emozioni non dovrebbe essere interpretato come reprimerle. Una persona che sa dominare le proprie emozioni continua a provare dolore, rabbia, paura, amore, delusione e felicità. La differenza è che riesce a creare uno spazio tra l’emozione che emerge e l’azione che sceglie di compiere. È proprio in questo spazio che possono intervenire la consapevolezza e la saggezza.
L’affermazione «Il mondo continua a seguire il suo corso anche senza di noi» racchiude un significato ancora più profondo: molte delle cose per cui ci preoccupiamo, per cui ci arrabbiamo o che cerchiamo di controllare continuano a esistere indipendentemente dalla nostra partecipazione. Non siamo il centro di ogni cambiamento. Riconoscerlo può aiutarci a lasciarci trascinare meno dal mondo esterno e a tornare a osservare noi stessi.
Le emozioni influenzano i pensieri; i pensieri influenzano le parole e le azioni; le azioni ripetute diventano abitudini; le abitudini influenzano le scelte; e le scelte accumulate nel tempo contribuiscono a determinare la direzione della nostra vita.
In questo senso, l’affermazione «Le emozioni sono una componente importante del nostro Destino» non significa necessariamente che le emozioni predeterminino il nostro destino. Significa piuttosto che il modo in cui viviamo con le nostre emozioni e reagiamo a esse può contribuire a plasmare il nostro destino.
Non possiamo controllare tutto ciò che ci accade.
Non possiamo nemmeno impedire che ogni emozione emerga dentro di noi.
Ma quando impariamo a riconoscere le nostre emozioni e a governare il modo in cui reagiamo a esse, cominciamo a riprendere il controllo dei nostri pensieri, delle nostre parole, delle nostre azioni e delle nostre decisioni.
Il mondo continua a funzionare indipendentemente dalla nostra presenza; tuttavia, il modo in cui lo accogliamo e lo interpretiamo contribuisce a determinare chi diventiamo.
Per questo le emozioni non sono soltanto stati momentanei: sono alcune delle forze invisibili che contribuiscono a plasmare il nostro destino.
Il mondo interiore e il destino che costruiamo
Il mondo esterno continua a svolgersi secondo le proprie leggi. Ci sono eventi sui quali possiamo esercitare un’influenza, ma ce ne sono innumerevoli altri che sfuggono alle nostre possibilità: ciò che gli altri pensano, dicono o fanno; il momento in cui si verifica un evento imprevisto; il modo in cui arrivano il successo o il fallimento.
Il mondo continua ad andare avanti, che noi ci siamo oppure no.
Ma quando gli eventi esterni entrano nel nostro mondo interiore, vengono filtrati attraverso la nostra percezione e danno origine alle emozioni. Da quel momento, qualcosa che inizialmente era soltanto un fatto accaduto può trasformarsi nella nostra gioia, nella nostra tristezza, nella nostra rabbia, nella nostra paura, nella nostra speranza, nel nostro desiderio o nella nostra delusione.
Per questo, l’affermazione «Le emozioni sono nostre» racchiude un significato importante: gli eventi possono provenire dall’esterno, ma l’esperienza interiore si svolge dentro di noi. Non possiamo sempre scegliere quale sarà la prima emozione a manifestarsi. E, come giustamente sottolinei, non tutti, né in ogni momento, sono in grado di controllare completamente le proprie emozioni.
Dominare le emozioni, quindi, non significa non poter essere tristi, arrabbiati o impauriti, né dover diventare persone fredde e distaccate. Significa piuttosto sviluppare la capacità di riconoscere ciò che proviamo senza diventare immediatamente schiavi delle nostre emozioni.
Quando emerge la rabbia, riconosciamo di essere arrabbiati. Quando compare la paura, prendiamo atto di avere paura. Quando emergono l’avidità, l’invidia o l’orgoglio, diventiamo capaci di osservarli prima di trasformarli in parole, decisioni o azioni.
È proprio in quel piccolo spazio tra «Sto provando questa emozione» e «Che cosa farò?» che comincia a manifestarsi la consapevolezza.
Nella filosofia che stai sviluppando, le emozioni vengono considerate in una prospettiva più ampia rispetto ai comuni stati di gioia e tristezza. Assomigliano a un flusso di energia interiore connesso ai pensieri, allo spirito, alla percezione e al funzionamento dell’intelligenza.
Per questo le emozioni possono influenzare quasi tutto il nostro essere: il modo in cui pensiamo, il modo in cui osserviamo una situazione, le parole che pronunciamo, le azioni che compiamo, il nostro umore, il nostro stato interiore, il nostro ragionamento, la nostra percezione e, infine, le decisioni che prendiamo.
Neppure l’intelligenza è completamente separata dal nostro stato emotivo. Una persona molto intelligente, ma dominata dalla rabbia, dalla paura o dall’ambizione, può comunque prendere decisioni sbagliate. Al contrario, la consapevolezza ci permette di riconoscere le nostre emozioni, invece di lasciare che siano loro a decidere automaticamente al nostro posto.
Pertanto, l’affermazione «Le emozioni occupano quasi interamente il nostro essere» può essere interpretata nel senso che le emozioni non sono soltanto una parte marginale e fugace della vita. Interagiscono continuamente con il nostro corpo, i nostri pensieri, i nostri ricordi, le nostre percezioni e i nostri comportamenti.
Spesso crediamo di prendere decisioni basandoci esclusivamente sulla ragione, ma sotto la superficie di quelle decisioni possono ancora nascondersi amore e odio, paura e speranza, orgoglio ferito e desiderio, serenità e inquietudine.
Ed è qui che la tua ultima idea assume un’importanza particolare: «Sono una componente importante del nostro Destino».
Non è necessario intendere questa affermazione come se una determinata emozione potesse decidere misteriosamente il nostro destino. Possiamo comprenderla attraverso una sequenza molto concreta:
Emozione → Pensiero → Percezione → Decisione → Azione → Abitudine → Scelte ripetute → Direzione della vita
Un accesso d’ira può durare soltanto pochi minuti, eppure può generare una frase capace di cambiare una relazione. Una paura prolungata può indurci a perdere un’opportunità. Un desiderio incontrollato può portarci a prendere una decisione sbagliata. Al contrario, la calma può aiutarci a evitare una scelta di cui potremmo pentirci in seguito.
In questo senso, le emozioni non costituiscono l’intero nostro destino, ma il modo in cui conviviamo con esse può contribuire a plasmarlo.
Una riflessione filosofica di Winston Man
Se dovessi condensare l’intera filosofia di Winston Man in un’unica riflessione, la esprimerei così:
Il mondo esterno continua a seguire il suo corso, che noi ci siamo oppure no.
Non possiamo controllare tutto ciò che ci accade, né possiamo sempre impedire che un’emozione sorga dentro di noi.
Ma le emozioni appartengono al nostro mondo interiore. Entrano nei nostri pensieri, nelle nostre parole, nelle nostre azioni, nel nostro spirito, nella nostra percezione, nella nostra intelligenza e nelle decisioni che scegliamo di prendere.
Dominare le emozioni non significa distruggerle, ma essere sufficientemente consapevoli da riconoscerle, comprenderle e impedire che decidano al posto nostro.
Perché dalle emozioni nascono i pensieri; dai pensieri prendono forma le scelte; dalle scelte nascono le azioni; e dalle azioni ripetute si forma il cammino che una persona percorre nel corso della propria vita.
Non possiamo costringere il mondo a funzionare secondo i nostri desideri. Ma quando riusciamo a governare il nostro mondo interiore, cominciamo ad acquisire la capacità di scegliere come percorrere la nostra strada nel mondo esterno.
E forse è proprio per questo che le emozioni non sono soltanto un istante della vita: sono una componente importante del Destino che ciascuno di noi contribuisce a costruire.
